95 anni
Il commissario europeo Charlie McCreevy ha proposto di estendere a 95 anni (attualmente è 50) il tempo di validità dei diritti d'autore per le composizioni e le esecuzioni musicali, equiparandolo a quello in vigore negli USA. La notizia la potete trovare qui.
Dico io, ma dove sta scritto che se gli americani fanno una minchiata noi la dobbiamo copiare in tutta fretta? Ma se per una volta ci mostrassimo un po' più intelligenti e accorti?
La scusa che ha preso è quella di voler garantire una pensione ai "poveri" musicisti e compositori che, non si capisce perché, sembra non possano proprio pagarsi i contributi (o una pensione privata) mentre lavorano come fanno tutti gli altri.
La verità invece è ben diversa e facilmente intuibile (e allora che ve la dico a fare :) ). La maggior parte degli introiti che derivano dalla vendita di supporti e contenuti musicali non vanno ai "poveri" artisti ma alle major della distribuzione. Quindi aumentare la durata del copyright vuol dire aumentare il tempo per cui una casa discografica ci può estorcere molti soldi per un disco, per darne poi una piccola percentuale all'autore o ai suoi eredi (mah...) .
Secondo me si dovrebbe fare il contrario: accorciarlo.
Un copyright troppo lungo limita la diffusione della cultura e dell'informazione.
Chi sarà stato mai a fare azione di lobbying e a far venire al commissario europeo questa "strepitosa" idea?
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