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Eravamo uno stato (più) laico

by fla... posted at 2008-01-14 20:30 last modified 2008-03-31 01:02

Il rettore della Sapienza trova normale invitare il papa all' apertura del nuovo anno accademico. Trovava normale (sembra che si sia ravveduto in seguito alle proteste di accademici e studenti) affidargli la "lectio magistralis". In parole povere che la più importante cerimonia del nuovo anno accademico si trasformasse in un'occasione di indottrinamento religioso. Trova giusto che un capo religioso reazionario e che ha espresso posizioni antiscientifiche esponga le sue teorie nel tempio della scienza nel tentativo di minarne la sua stessa laicità, come ha già più volte fatto in suoi precedenti interventi. Per conto mio non è molto diverso dall'ospitare l'ayatollah Khamenei.

Se fosse stato ospitato all'interno di un consesso in cui si parlava di religione, non avrei avuto niente da obiettare, nel campo è una delle massime autorità. Ma all' apertura dell' anno accademico, tributandogli una autorità morale che in uno stato laico e pluralista non dovrebbe avere, proprio non mi va giù.

Un plauso agli accademici che si sono dissociati, uno agli studenti che protesteranno, anche se io la protesta sarei andato a farla in aula...a costo di essere accusati di mancanza di rispetto...un rispetto che ulltimamente la chiesa e i politicanti che in suo nome agiscono sembra si scordino troppo spesso di applicare a chi non si omologa al loro stile di vita e ai loro dettami.

qui il testo integrale della lettera lettera aperta del professor Marcello Cini, indirizzata il 14 novembre del 2007 al rettore Renato Guarini, e pubblicata sul Manifesto.

Re:Eravamo uno stato (più) laico

Posted by root at 2008-01-15 19:31
Già....fra l'altro risulta che siano solo i professori di Fisica (buona razza :-P)ad essersi opposti..nonchè i loro studenti...tranquilli: l'anno prossimo a Palermo per l'inaugurazione dell'anno accademico, inviteremo un qualche Ayatollah (non Komeini per ovvi motivi...)

Re:Eravamo uno stato (più) laico

Posted by faboski at 2008-01-15 20:00
Il rettore: "Non mi hanno strappato nulla"

Benedetto XVI non andrà alla Sapienza

Lo ha reso noto la sala stampa della Santa Sede con un comunicato ufficiale: "A seguito delle ben note vicende di questi giorni si è ritenuto opportuno soprassedere all'evento" (Adnkronos)

Re:Eravamo uno stato (più) laico

Posted by cage at 2008-01-15 21:21
Ma a me mi fanno piu' schifo le dichiarazioni di certi politici (e il silenzio di altri ancora)

Ogni critica, osserva Veltroni, "è legittima", mentre gli atteggiamenti di intolleranza "fanno male alla democrazia e alla libertà".

Sono d'accordo infatti e' venuta a mancare la visita di un intollerante:

"La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande”.

* Tratto da “Svolta per l’Europa? Chiesa e modernità nell’Europa dei rivolgimenti”, Edizioni Paoline, Roma 1992, pp. 76-79.

Re:Eravamo uno stato (più) laico

Posted by fla... at 2008-01-16 03:06
Io sono profondamente indignato dalle reazioni delle nostre forze politiche.
http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_15/commenti_papa_annullamento_42a38c04-c388-11dc-b859-0003ba99c667.shtml
Sono tutti lì che "leccano" ai cattolici. Se proprio non volevano inimicarsi l'elettorato cattolico le forze politiche che dovrebbero essere laiche avrebbero potuto almeno tacere.
Per me resta una vittoria dell' Italia laica.
A ben riflettere nemmeno di vittoria si è trattato...probabilmente il vaticano si è spaventato delle proteste al papa in mondovisione. Più corretto dire che se la sono "rifardiata".

Re:Eravamo uno stato (più) laico

Posted by Eleanor at 2008-01-19 19:55
Ciao Fla...

Trovi davvero che quello che è successo sia una "vittoria" dell'Italia laica? E' un comportamento laico impedire a qualcuno di parlare? Non sarebbe stato più corretto ascoltare il discorso del Santo Padre e poi protestare? Ma non sarebbe stato meglio dialogare invece di protestare?
Non credi che si possa convivere pur avendo idee diverse, anche diametralmente opposte? Bisogna per forza saltarsi alla gola?
E se il rettore avesse invitato qualche libero pensatore e gli studenti cattolici avessero protestato impedendo al suddetto di parlare, non si sarebbe forse parlato di oscurantismo clericale? La libertà di parola è unilaterale?

E credi davvero che se la siano "rifardiata"? Ti faccio un esempio stupido per esplicitare il mio discorso: supponi che una mia amica con figli mi inviti a casa sua per cena; notoriamente ai bambini io faccio l'effetto della signorina Rottermaier (...con 50 chili di meno le assomiglio). Supponi che i suoi figli comincino a protestare facendo barricate e comizi a casa...secondo te io ci vado lo stesso? Me ne sto a casa mia e non vado a fare un caos a casa della mia amica. Ripeto, l'esempio è idiota, ma secondo me rende l'idea.

Mi conosci abbastanza, spero, da sapere che non amo le intolleranze, da nessuna parte...infinite diversità in infinite combinazioni...come sai che sono cattolica ;o)
Bacio
Gio

P.S.:Sono d'accordo con te, invece, che il mondo politico è un panorama davvero desolante: trovo ridicoli i "difensor fidei" che tentano di accaparrarsi i voti cattolici (che indubbiamente è una grossa fetta dell'elettorato, ancora per poco credo) e poi i primi a non esserlo sono proprio loro...

Re:Eravamo uno stato (più) laico

Posted by fla... at 2008-01-19 21:32
@Eleanor:
Normalmente sarei d'accordo con te ma non vedo di buon occhio l'arroganza di chi pensa di potere imporre la propria morale sugli altri. Le ingerenze della chiesa ultimamente sono insopportabili, dalla questione della procreazione assistita (è grazie a queste ingerenze che la fecondazione eterologa la fanno solo i ricchi all'estero e che è vietata la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali), alla mancata approvazione di una qualsiasi forma di tutela alle coppie di fatto, fino alla recentissima riapertura del dibattito sulla 194. Insomma io da laico mi sento sotto un continuo attacco.
Qui non è il papa che io contesto, sebbene provi per lui notevole antipatia, che fa il suo mestiere come meglio crede (secondo me male), ma il comportamento del rettore che giudico inqualificabile in questa occasione. Ad un consesso che deve essere laico (perché laica deve essere la scienza, spero ne converrai) ha voluto imporre un predicozzo religioso, ha voluto appropriarsi, a nome dei cattolici, di uno spazio che non gli spettava.
ciao

Re:Eravamo uno stato (più) laico

Posted by fla... at 2008-01-19 21:45
@Eleanor:
Poi...chiunque è libero di esprimersi ma nel posto giusto. Io non vado certo a bestemmiare e ad imprecare ad alta voce in chiesa, pretendo lo stesso rispetto. Tra l'altro nessuno vieta al papa di esprimersi, anzi i media non aspettano altro che lui starnutisca per commentare la forza dello starnuto e se sia o meno raffreddato.

Re:Eravamo uno stato (più) laico

Posted by Eleanor at 2008-01-20 12:12
Fla.. ha scritto:
"ma non vedo di buon occhio l'arroganza di chi pensa di potere imporre la propria morale sugli altri"

Secondo me l'errore sta proprio qui! Il Santo Padre non "impone" la sua (che poi non è la sua) morale sugli altri...il Papa è, per i cattolici, il rappresentante di Cristo in terra; per tutti coloro che non sono cattolici (liberissimi di non esserlo) il Papa è un simpatico (o antipatico) vecchietto che probabilmente parla per dar aria al cervello.

Il suo compito è guidare i cattolici nel mondo, esortandoli, richiamandoli e indicando quale è il cammino da percorrere: io sono cattolica e cerco di seguire questo cammino che io reputo quello giusto. Ma un non cattolico non è assolutamente tenuto a seguire queste direttive, e ci sono parecchie persone che si dicono cattoliche e non seguono assolutamente questa strada. Quello che non capisco è perchè si ha tanta paura delle parole: se qualche rabbino o imam parla dicendo che non devo mangiare animali a due zampe o devo portare il capo coperto o qualsiasi altra direttiva di carattere pratico, per quanto mi riguarda ascolto e prendo del suo discorso quello che io reputo giusto, non essendo nè ebrea nè islamica, ma non incomincio ad urlare per farli stare zitti, perchè è evidente che si rivolgono ai loro fedeli.

Sai qual'è il problema: si è perso un po' di vista il significato di democrazia. Purtroppo per chi non lo è (e per fortuna per chi lo è) una grossa parte dell'elettorato italiano è cattolica o perlomeno simpatizzante e lo sono, più o meno, anche i rappresentati eletti dal popolo (sorvoliamo)...quindi le leggi dello stato italiano, attualmente, sono necessariamente influenzate da questo panorama (lasciamo stare che per il rappresentante è più importante conservare la poltrona che fare una legge giusta e quindi approva quello che in quel momento da il maggior risalto politico).

Fra 30 anni al parlamento necessariamente ci saranno oltre che ai cristiani (cattolici o meno), anche islamici, induisti, buddisti, scintoisti e così via e le leggi saranno modificate di conseguenza...basta aspettare.
Per esempio: l'aborto in Italia è legale se effettuato in determinate condizioni, se ricordo bene entro il terzo mese di gravidanza...se partorisci e soffochi il neonato è omicidio. Perfetto lo stato italiano ha stabilito un limite in cui prima dei tre mesi il feto è un oggetto dopo è una persona. Per quanto mi riguarda il feto è persona fin dall'incontro di ovulo e spermatozoo...posso essere libera di credere questo? Spero di sì, quindi per me l'aborto è un omicidio tanto quanto uccidere un bambino appena nato. Invece di fare leggi sull'aborto, perchè non si trova un modo per aiutare chi, molto spesso, ricorre all'aborto perchè non uò permettersi di mantenere il figlio che ha in grembo? Perchè non si costruiscono centri che aiutino la futura madre e il nascituro? Perchè? Perchè è più comodo sbarazzarsene...

Lo stato italiano ha stabilito che il concepimento può essere aiutato secondo determinate norme, le altre non sono considerate legali...che i ricchi possano permettersi cose che i poveri non possono è storia vecchia: io attualmente non posso permettermi un computer e sto aspettando il compleanno...
Invece di trovare nuovi metodi di concepimento, così che il nascituro si ritrova ad avere quattro madri e diciotto padri, perchè non si snelliscon le praiche per l'adozione? Perchè non si incrementa l'adozione a distanza? Perchè? Perchè i figli si DEVONO fare...conosco una persona che, credimni, ha fatto i salti mortali per avere un bambino...ci è riuscita ed ora si lamenta dalla mattina alla sera che la sua vita è finita, che non può più uscire, che non riesce più a dimagrire...Per quanto mi riguarda i figli sono un dono è non un diritto...se un giorno scoprirò di non poterne avere cercherò altri modi per amare, magari con l'affidamento, l'adozione o semplicemente se mi va dedicando il mio tempo libero agli altri. Sono libera di credere questo? Spero di sì.

Le leggi dello stato italiano si modificheranno, non appena arriveranno al governo i nuovi cittadini italiani...questione di tempo è!

Fla... ha scritto: "(perché laica deve essere la scienza, spero ne converrai)"
La ricerca dev'essere libera in tutte le direzioni, senza regole, senza limitazioni...sì, finchè non diventa un danno per l'uomo stesso. La scienza, ovvero fare le famose domande (giuste) alla natura per scoprire come funziona il mondo è una cosa bellissima (non ci starei perdendo così tanto tempo), ma diventarne schiavi e, in nome di questa nuova divinità, andare contro l'uomo non mi sembra una cosa così bella. Sulle cellule staminali, recentemente ho letto (non ricordo dove, mi dispiace) che si sono ottenute da cellule adulte...perchè non continuare la ricerca in questo senso, invece di incaponirsi sugli embrioni? Perchè non cercare vie alternative? Forse perchè è più facile e sicuramente più economico ottenerle da un embrione?

Secondo me il rettore della Sapienza, che a quanto ha dichiarato, non è credente, ha avuto la bella pensata di invitare il Papa a parlare, perchè comunque sia resta un personaggio famoso (anche perchè dubito che il tronista di Maria De Filippi sappia fare un discorso in lingua italiana con più di tre aggettivi)...non credo che abbia pensato alle conseguenze...poverino :o)

Infine: sei sicuro che sarebbe stato un "predicozzo religioso"? Rimango sempre dell'idea che prima è meglio ascoltare e poi giudicare...il paragone che fai con tra aula universitaria è chiesa non regge secondo me: l'aula universitaria non è un luogo sacro per gli studenti, la chiesa lo è per i cattolici...tu sei libero, infatti, di bestemmiare e esprimere il tuo dissenso ad alta voce dove vuoi, puoi andare anche in Vaticano a farlo, ma non in chiesa solo perchè, per noi, è un luogo sacro...e poi ritorniamo al discorso di prima: se le idee di qualcuno fanno così paura da non voler essere ascoltate, secondo me c'è da domandarsene il perchè ;o)
Baci
Gio

Una risposta per Kom-pa.org

by fla... posted at 2008-03-29 06:54 last modified 2008-06-05 20:11 Licenza Pubblica Creative Commons: Attribuzione - Condividi allo stesso modo 2.5 http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5/it/legalcode

Qualche mese fa mi sono trovato alla presentazione di Kom-pa.org, un nuovo progetto che vuole portare qualche novità nel depresso panorama dell'informazione palermitana. Si propone come <<"un portale di collegamento trasversale" tra singoli/e e realtà operanti a Palermo>>

Qui gli editoriali che presentano il progetto (1 2)

Adesso a distanza di tre mesi pubblicano un bilancio della loro attività in cui io stesso sono chiamato in causa in qualità di coautore di uno scambio epistolare che però, immagino per esigenze di spazio, non pubblicano. Visto che contiene alcune riflessioni a mio parere interessanti (sebbene non originali) sulla comunicazione via web, ne pubblico lo stralcio secondo me migliore.

<<La comunicazione deve essere calibrata sul auditorium che ne deve fruire. È un epoca in cui il tempo è la risorsa più preziosa, in cui la gente corre...ha poco tempo anche per mangiare e dormire, figurarsi per parlare con gli altri. Ci si deve adattare con una comunicazione più stringata, che richieda meno tempo per arrivare. Meno tempo non vuol dire meno attenzione.

Il web non è un mezzo di comunicazione tradizionale, ha modalità di comunicazione ed interazione che fino a qualche anno fa erano impensabili. Il modo nuovo di produrre informazione parte dal basso e si trasmette orizzontalmente, da utente ad utente, come il passaparola, spesso con le stesse modalità (mailing list, reti di contatti, reti di blog), rese efficaci dalla immediatezza delle comunicazioni su internet. Kom-pa ignora tutto questo, si esprime in un linguaggio non adatto, e ripristina la verticalità dell'informazione. Le modalità di fruizione non sono diverse da quelle di un qualsiasi giornale online. Il fatto che poi gli utenti siano autorizzati a scrivere a sua volta articoli e inoltrarli alla redazione non è scritto da nessuna parte sul sito>>...
<<Kom-pa secondo me in questo momento è un po' anacronistico ed è un peccato. Non ho ricette per cambiare questa cosa se non quella si chiarire le modalità di fruizione con una pagina apposita>>...<<bisognerebbe poi scrivere articoli un po' più corti (basta sintetizzare un po'). Non sarebbe male non lasciarsi andare in scelte stilistiche troppo auliche. E cercare di avere una posizione più interlocutoria. Capisco che lo scopo fondamentale non è creare una community online ma mettere in contatto realtà che esistono nel mondo reale...ma se non possono nemmeno parlarsi (online intendo)...
Secondo me dovrebbe essere un posto dove confrontarsi, una specie di "assemblea permanente"...un posto in cui, a partire dagli articoli presi come spunti, si apre un confronto, si organizzano eventi, manifestazioni e incontri, coinvolgendo una platea trasversale ed eterogenea.>>

Aggiungo, perché l'idea mi è venuta soltanto adesso, che potrebbe essere utile e interessante un sistema di rating, un sistema per valutare l'impatto e il gradimento degli articoli. In questo modo sarebbe più facile gestire ed orientare la linea editoriale.

Negli ultimi anni sono accaduti eccezionali eventi catalizzati dal web:

il blog di Beppe Grillo è riuscito a mobilitare quasi mezzo milione di persone in un giorno solo, è riuscito in molte regioni a fare incontrare le persone, persone qualsiasi che non si sarebbero conosciute diversamente, e a fargli presentare liste elettorali per competere nelle prossime elezioni per gli enti locali contro le grandi coalizioni.
Jacopo Fo con anni di paziente lavoro è riuscito a portare a casa alcune "vittorie" che non sono da poco come la vendita/distribuzione di lampadine a basso consumo e l'adozione in massa dei riduttori di flusso nei rubinetti. E un ruolo importantissimo per sensibilizzare persone e aziende lo hanno avuto il suo blog, le sue mailing list e la rete di siti collegati.
L'informazione dei media tradizionali viene sputtanata a giorni alterni dai blog di giornalisti professionisti e non. Alcune notizie ci arrivano solo grazie a loro, grazie al potere di amplificazione di un tamtam continuato trovano spazio anche le informazioni che i media mainstream vorrebbero trascurare.

Oggi se è vero che il web racconta la realtà è anche vero che in parte la plasma e che fornisce alcuni dei mezzi necessari a smorfiarla. Dichiararsi impreparati all'interattività equivale ad ammettere a priori la propria incapacità di capire la realtà come interpretata e plasmata dal mezzo "web".

Uno scambio di email non è un dibattito, una disputa tra 2 persone attraverso articoli fiume mi sembra al più un battibecco che non avrà seguito. Devo ammettere che non è frequente trovare in rete luoghi virtuali in cui il dibattito sia costruttivo, ma è possibile (lo dico per esperienza personale) soprattutto dove la motivazione è forte. Non è semplice, ma bisognerebbe provare a farlo, capire se la comunità a cui Kom-pa fa riferimento sia sufficientemente motivata da riuscire ad utilizzare le attuali possibilità di interazione offerte dalla rete senza scivolare più o meno velocemente nella pessima comunicazione.

Quanto all'<<utilizzo consapevole e critico delle tecnologie>> mi pare che sia più una critica, secondo me improduttiva, della tecnologia (con particolare riferimento al cosiddetto "web 2.0") come mezzo capace di veicolare informazione e conoscenza.

Registro di buono che adesso i commenti su kom-pa non sono più moderati, cosa che secondo me non può fare che bene alla futura evoluzione del portale.

Chiudo questo post augurando agli amici di kom-pa, che vogliano o meno avvalersi dei miei disinteressati, gratuiti e assolutamente non richiesti contributi :-p , di avere un sempre maggiore successo.

Re:Una risposta per Kom-pa.org

Posted by cage at 2008-04-12 13:41
C´e´ qualcosa di ironico nel fatto che solo questo post sia stato attaccato dagli spammer! ;-)

Ciao!
C!

Re:Una risposta per Kom-pa.org

Posted by fla... at 2008-04-14 19:02
Già e sarei curioso di sapere il perché...intendo dire cosa è che ha attratto gli spammer (i loro bot) verso questo particolare post?

Re:Una risposta per Kom-pa.org

Posted by cage at 2008-04-16 20:40
Sará tutto il parlare del web 2.0... ;-)

Ciao!
C!

Facebook? No grazie

by fla... posted at 2008-10-04 17:25 last modified 2008-10-04 22:33 Questo post è rilasciato con licenza creative commons 2.5 Attribuzione - Condividi allo stesso modo http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5/it/legalcode

Oggi mi arriva una telefonata da una mia amica che mi fa una domanda a bruciapelo: "Sai gestire una pagina di Facebook?" Ovvio che è partita una rispostaccia. Le ho chiesto scusa e ho cercato di capire quali motivi potessero spingerla a una simile scemenza.

Se avete un account di Facebook o se state pensando di farlo, provate prima a dare una lettura a questo post, se poi ne avete ancora voglia...fatti vostri :)

Non conoscevo le condizioni contrattuali (perché si stipula un contratto a tutti gli effetti) di Facebook anche se immaginavo che non fossero simpatiche. Così sono andato a controllare: le condizioni d'uso sono agghiaccianti. Ecco un estratto delle parti più interessanti.


Dal file che descrive i termini del contratto (mi sono preso io la briga di tradurlo perché la versione italiana è stata tradotta con un traduttore automatico):

Quando pubblichi "contenuti utente" al  Sito,  ci autorizzi e ci ordini di farne tante copie quante sono necessarie per facilitare la pubblicazione e l'immagazzinamento di tali contenuti sul Sito. Pubblicando "contenuti utente" in qualsiasi parte del Sito automaticamente accordi, e sottoscrivi e garantisci che hai il diritto di farlo, alla Società la licenza (con il diritto di sublicenziare [ndt: cioé di darne a terzi licenza]) irrevocabile, perpetua, non esclusiva, trasferibile, pienamente pagata e valida in tutto il mondo di usarli, copiarli, eseguirli pubblicamente, mostrarli pubblicamente, riformattarli [ndt: anche ristrutturarli], tradurli [ndt: anche trasformarli], estrarne passi (parzialmente o interamente) e distribuire tali "contenuti utente" per qualsiasi scopo, commerciale, pubblicitario o altro, o in relazione al Sito o alla sua promozione, di preparare lavori derivati o di incorporare in altri lavori tali "contenuti utente" e di accordare e autorizzare sottolicenze per tutto questo. Puoi rimuovere i tuoi "contenuti utente" dal Sito in qualsiasi momento. Se scegli di rimuovere i tuoi "contenuti utente" la licenza accordata sopra automaticamente scade, comunque riconosci che la Società possa tenere archiviate copie dei tuoi "contenuti utente". Facebook non rivendica alcuna proprietà sui tuoi "contenuti utente"; piuttosto, come tra noi e te [ndt: sottinteso accordo], soggetti ai diritti accordatici in questi Termini, tu mantieni la piena proprietà di tutti i tuoi "contenuti utente" e tutti i diritti di proprietà intelletuale o altri diritti di proprietà associati con i tuoi "contenuti utente".

Simile licenza capestro tocca anche a contenuto che non risiedono sul loro sito (sì avete letto bene anche se sono su un altro sito) ma che solo linkati col meccanismo dello "share link".

In pratica si tratta di (altro pezzo tradotto):

Da ora in poi ci riferiremo ad un sito di terze parti che pubblica uno "share link" sul suo sito web come ad in "fornitore di contenuti online" (FCO) e sarà assoggettato alle parti applicabili di questi Termini d'Uso.

Uno "share link" è un bottone o un link testuale che appare sulla pagina web di un FCO che, attivato dal click di un utente, ci abilita a lanciare un meccanismo di condivisione attraverso il quale gli utenti possono condividere con gli altri utenti o inviare al proprio profilo, link e contenuti da quella pagina.

Questo è un po' astruso e mi ci è voluto un po' per capirlo. Se voi nel vostro sito esterno a Facebook mettere il bottone che permette di condividere la pagina con altri utenti Facebook, accordate a Facebook la licenza irrevocabile, perpetua, non esclusiva, trasferibile... su tutti i contenuti del vostro sito.

Altrettanto interessante è il file che descrive la "policy" sulla privacy (questo però è tradotto meglio e quindi stralcio direttamente dalla versione italiana):

Quando ti registri su Facebook, fornisci informazioni personali, come nome, indirizzo email, numero di telefono, indirizzo dell'abitazione, sesso, scuole che hai frequentato e altre informazioni personali. Ogni volta che accedi a Facebook, il tuo indirizzo IP e il browser che
stai utilizzando vengono registrati. Queste informazioni vengono registrate per tutti gli utenti che accedono a Facebook. Inoltre, vengono salvate alcune informazioni relative al tuo browser tramite l'uso di cookie.

[...]

Quando aggiorni le tue informazioni, viene salvata una copia di backup delle informazioni prima della modifica per un determinato periodo di tempo, in modo che tu possa riutilizzare la versione precedente.

[...]

Facebook può anche raccogliere informazioni su di te da altre fonti, come giornali, blog, servizi di messaggistica istantanea e altri utenti su Facebook attraverso le funzionalità del servizio (ad esempio i tag delle foto) per offrirti informazioni più utili e un'esperienza personalizzata.
Usando Facebook, acconsenti che i tuoi dati personali siano trasferiti e trattati negli Stati Uniti. [ndF: dove non mi pare che brillino per il rispetto della privacy]

[...]

Facebook può trasmettere a terzi le informazioni presenti nel tuo profilo senza tuttavia comunicare la tua identità. Tale procedura viene utilizzata, ad esempio, per individuare quante persone in una rete amano un determinato gruppo musicale o un film e per personalizzare la pubblicità e le offerte promozionali che ci consentono di tenere in vita Facebook.

[...]

Le informazioni su di te raccolte da altre fonti, compresi, senza limitazioni, giornali e fonti Internet quali blog, servizi di messaggistica istantanea, sviluppatori della piattaforma Facebook e altri utenti di Facebook, possono essere utilizzate per integrare il tuo profilo.
Qualora tali informazioni vengano utilizzate, generalmente ti è consentito specificare nelle tue impostazioni sulla privacy se desideri che ciò avvenga o meno, oppure intraprendere altre azioni per limitare la connessione di queste informazioni al tuo profilo (ad esempio, rimuovere collegamenti a tag nelle foto).   [ndF: Generalmente????]

Io non sono un maniaco della privacy, ma l'idea che loro si possono rivendere una mia foto o pubblicare un mio scritto senza chiedere e senza darmi alcun compenso, proprio proprio non mi piace. Secondo me bisognerebbe limitare l'espandersi di questi fenomeni. L'idea di questa azienda è quella, secondo me, di creare una rete di contenuti "recintati" molto ampia, in modo da creare artificialmente una nuova esigenza e indurre sempre più persone a far gestire a loro i propri dati. Il loro business sono proprio i dati degli utenti di cui si fanno concedere, licenza perpetua, irrevocabile, non-esclusiva [ndF: per fortuna altrimenti sarebbe uno scippo], trasferibile... Inoltre tutto cio lo possono sublicenziare (cioé rivendere) ad altri. Tutto questo fino a quando lasci i contenuti sul loro sito. Ah, però ti dicono che la proprietà intellettuale resta tua...però ne è rimasto solo un guscio vuoto, anzi no, ti lasciano la proprietà intellettuale così legalmente ne continui a rispondere tu.

Non mi mandate inviti a Facebook.

Re:Facebook? No grazie

Posted by Anonymous User at 2008-10-04 20:51
nessuno ti ha invitato... I tuoi amici non sono tutti scemi come credi, per cui non necessariamente inseriscono informazioni personali su facebook (tanto più che sono liberi di farlo) E i tuoi toni dovrebbero essere un po' più educati..

Re:Facebook? No grazie

Posted by fla... at 2008-10-04 21:32
Quindi hai un account Facebook. Non penso di essere stato scortese, se ti ho urtato me ne scuso, pensavo che le faccina sorridente facesse capire. In ogni modo questo blog non è indirizzato solo agli amici, è un posto pubblico, sebbene poco frequentato e immagino che altri possano trarne vantaggio. Anche perché molte persone non dedicano il tempo che dovrebbero a leggere gli accordi che sottoscrivono velocemente in rete. Spirito di servizio, non di contraddizione.
La traduzione italiana, che loro stessi dicono non essere il documento ufficiale (rimandando a quello in inglese), è pietosa e incomprensibile, chissa come mai ;).

Re:Facebook? No grazie

Posted by luigi at 2008-10-07 00:48
Praticamente possono rivendere la mia email a agenzie pubblicitarie che poi mi intasano la casella di posta in arrivo o usare il mio indirizzo di casa per spedire volantini e offerte varie per non parlare dei numeri di telefono. Sembra che siano loro a fare un favore a te invece sotto sotto ci si fanno pure i soldi di sopra e allora mi sa che nu va bene. Grazie per questo post molto interessante, ciao luigi

Re:Facebook? No grazie

Posted by cage at 2008-11-06 21:13
Bel post, anche se ho un travaso di bile al solo pensare a tutte 'ste schifezze...fa il paio (con le dovute proporzioni) con quell'altro abominio che e' firmiamo.it...

Dovremmo mettere insieme un poco di informazioni su tutte ste porcate: dalle recensioni su amazon a myspace ecc...

Ciao!
C!


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