Una risposta per Kom-pa.org
Qualche mese fa mi sono trovato alla presentazione di Kom-pa.org, un nuovo progetto che vuole portare qualche novità nel depresso panorama dell'informazione palermitana. Si propone come <<"un portale di collegamento trasversale" tra singoli/e e realtà operanti a Palermo>>
Qui gli editoriali che presentano il progetto (1 2)
Adesso a distanza di tre mesi pubblicano un bilancio della loro attività in cui io stesso sono chiamato in causa in qualità di coautore di uno scambio epistolare che però, immagino per esigenze di spazio, non pubblicano. Visto che contiene alcune riflessioni a mio parere interessanti (sebbene non originali) sulla comunicazione via web, ne pubblico lo stralcio secondo me migliore.
<<La comunicazione deve essere calibrata sul auditorium che ne deve fruire. È un epoca in cui il tempo è la risorsa più preziosa, in cui la gente corre...ha poco tempo anche per mangiare e dormire, figurarsi per parlare con gli altri. Ci si deve adattare con una comunicazione più stringata, che richieda meno tempo per arrivare. Meno tempo non vuol dire meno attenzione.
Il web non è un mezzo di comunicazione tradizionale, ha modalità di
comunicazione ed interazione che fino a qualche anno fa erano
impensabili. Il modo nuovo di produrre informazione parte dal basso e si
trasmette orizzontalmente, da utente ad utente, come il passaparola,
spesso con le stesse modalità (mailing list, reti di contatti, reti di
blog), rese efficaci dalla immediatezza delle comunicazioni su
internet. Kom-pa ignora tutto questo, si esprime in un linguaggio non
adatto, e ripristina la verticalità dell'informazione. Le modalità di
fruizione non sono diverse da quelle di un qualsiasi giornale
online. Il fatto che poi gli utenti siano autorizzati a scrivere a sua
volta articoli e inoltrarli alla redazione non è scritto da nessuna
parte sul sito>>...
<<Kom-pa secondo me in questo momento è un po' anacronistico ed è un
peccato. Non ho ricette per cambiare questa cosa se non quella si
chiarire le modalità di fruizione con una pagina apposita>>...<<bisognerebbe poi scrivere articoli
un po' più corti (basta sintetizzare un po'). Non sarebbe male non
lasciarsi andare in scelte stilistiche troppo auliche. E cercare di
avere una posizione più interlocutoria. Capisco che lo scopo
fondamentale non è creare una community online ma mettere in contatto
realtà che esistono nel mondo reale...ma se non possono nemmeno
parlarsi (online intendo)...
Secondo me dovrebbe essere un posto dove
confrontarsi, una specie di "assemblea permanente"...un posto in cui, a
partire dagli articoli presi come spunti, si apre un confronto, si
organizzano eventi, manifestazioni e incontri, coinvolgendo una platea
trasversale ed eterogenea.>>
Aggiungo, perché l'idea mi è venuta soltanto adesso, che potrebbe essere utile e interessante un sistema di rating, un sistema per valutare l'impatto e il gradimento degli articoli. In questo modo sarebbe più facile gestire ed orientare la linea editoriale.
Negli ultimi anni sono accaduti eccezionali eventi catalizzati dal web:
il blog di Beppe Grillo è riuscito a mobilitare quasi mezzo milione di persone in un giorno solo, è riuscito in molte regioni a fare incontrare le persone, persone qualsiasi che non si sarebbero conosciute diversamente, e a fargli presentare liste elettorali per competere nelle prossime elezioni per gli enti locali contro le grandi coalizioni.
Jacopo Fo con anni di paziente lavoro è riuscito a portare a casa alcune "vittorie" che non sono da poco come la vendita/distribuzione di lampadine a basso consumo e l'adozione in massa dei riduttori di flusso nei rubinetti. E un ruolo importantissimo per sensibilizzare persone e aziende lo hanno avuto il suo blog, le sue mailing list e la rete di siti collegati.
L'informazione dei media tradizionali viene sputtanata a giorni alterni dai blog di giornalisti professionisti e non. Alcune notizie ci arrivano solo grazie a loro, grazie al potere di amplificazione di un tamtam continuato trovano spazio anche le informazioni che i media mainstream vorrebbero trascurare.
Oggi se è vero che il web racconta la realtà è anche vero che in parte la plasma e che fornisce alcuni dei mezzi necessari a smorfiarla. Dichiararsi impreparati all'interattività equivale ad ammettere a priori la propria incapacità di capire la realtà come interpretata e plasmata dal mezzo "web".
Uno scambio di email non è un dibattito, una disputa tra 2 persone attraverso articoli fiume mi sembra al più un battibecco che non avrà seguito. Devo ammettere che non è frequente trovare in rete luoghi virtuali in cui il dibattito sia costruttivo, ma è possibile (lo dico per esperienza personale) soprattutto dove la motivazione è forte. Non è semplice, ma bisognerebbe provare a farlo, capire se la comunità a cui Kom-pa fa riferimento sia sufficientemente motivata da riuscire ad utilizzare le attuali possibilità di interazione offerte dalla rete senza scivolare più o meno velocemente nella pessima comunicazione.
Quanto all'<<utilizzo consapevole e critico delle tecnologie>> mi pare
che sia più una critica, secondo me improduttiva, della tecnologia (con
particolare riferimento al cosiddetto "web 2.0") come mezzo capace di
veicolare informazione e conoscenza.
Registro di buono che adesso i commenti su kom-pa non sono
più moderati, cosa che secondo me non può fare che bene alla futura evoluzione del portale.
Chiudo questo post augurando agli amici di kom-pa, che vogliano o meno avvalersi dei miei disinteressati, gratuiti e assolutamente non richiesti contributi :-p , di avere un sempre maggiore successo.
Ciao!
C!
Ciao!
C!